Macaria Cistareddha

Caprarica del Capo (Tricase) 8 Agosto 2011

Qualche notizia su Caprarica del Capo (Tricase)

Il primo nucleo abitativo di Caprarica nacque intorno al XII sec., seguendo le sorti della Contea di Alessano, dove erano feudatari i Della Ratta. In seguito Caprarica dalla Contea di Alessano passò sotto il controllo dei Del Balzo, dei Capua e dei Gonzaga. Successivamente ci furono diversi passaggi di proprietà: dai Mellacqua ai Ventura, dai Raho ai Vernaleone.
Nel 1736 il feudo di Caprarica, allora nelle mani di Giuseppe Vernaleone, fu acquistato dal Principe di Tricase Stefano Gallone, i cui eredi ne conservarono il possesso sino alla promulgazione delle leggi eversive della feudalità nel Regno di Napoli (1806-08).
Negli ultimi anni, con la crescita urbanistica di Tricase, la località è stata quasi completamente inglobata dal centro principale e dal 1962 viene considerata un rione.
La piazza principale dell'antico Borgo si raccoglie all'interno di due splendide opere architettoniche: la Chieda Matrice ed il Castello.
La prima fu costruita alla fine del '700, ma fu aperta al culto e al pubblico a partire dal 1814, dedicata a Sant'Andrea Apostolo, protettore di Caprarica, presenta una classica struttura a croce latina, arricchita all'interno da stupendi affreschi dei pittori Tonti e Valzano.
Il Castello venne edificato nel 1524. Di imponente prospetto sulla piazza, presenta una pianta rettangolare di stile feudale con torri cilindriche ai quattro angoli e un piombatoio a tre bocche sulla porta d'ingresso. Originariamente l'interno era dotato di numerosi ambienti, magazzini, cantine, pozzi, granai.
Era presente inoltre una prigione e una cappella dedicata a S. Giovanni Battista.
Di interesse culturale e spirituale è la collina che ospita il Santuario dedicato alla Madonna di Fatima. La chiesetta, voluta tenacemente dall’allora parroco Don Tommaso Piri, fu completata nel 1952 e già nel 1957 venne elevata a Santuario.
Inserite all'interno del percorso della sagra si possono visitare la Cappella della Confraternita dell'Immacolata (XVIII sec.) e la Cappella del Crocefisso (XVI sec.)

La Macaria Cistareddha

La "Macaria Cistareddha" nasce dall'instancabile lavoro di un gruppo di amici che un pò di anni fa hanno dato vita all'associazione culturale "Sant'Andrea". La passione e l'impegno a mantenere vive le tradizioni della nostra terra, sono i valori che ispirano il gruppo nell'organizzazione di vari eventi nell'arco dell'anno.
"Macaria Cistareddha" ha come obiettivo la raccolta di fondi per la riqualificazione dell'area antistante il Santuario della Madonna di Fatima, di proprietà della Parrocchia.
Macaria Cistareddha è la magia Capraricese, è l'aria contadina che si respira passeggiando tra le vie del paese. Sono ancora vive negli occhi dei meno giovani le immagini di uomini, donne e bambini che al ritorno dalle campagne si riunivano nelle corti o semplicemente seduti sull'uscio di casa a mangiare e raccontare la giornata nei campi. Oggi, come allora, questa magia ritorna ogni 8 di agosto. Le stradine e le corti illuminate a festa sono pronte ad accogliere i visitatori come amici poichè, come recitano i versi di Padre Davide Maria Turoldo, impressi ai lati della Chiesa matrice, "qui nessuno è straniero...".
Lungo il percorso della sagra le mani sapienti delle nostre nonne e delle nostre mamme prepareranno i piatti della tradizione. La cucina contadina, fatta di pietanze povere a base di legumi e verdure ma anche di prelibati "piatti da festa" come la "pasta fatta a casa", le varietà di carni, le verdure di stagione, le pittule e i sciusceri, deve essere tramandata per accompagnare lontano nel tempo la saggezza di un popolo.
Il percorso della sagra sarà arricchito con opere dell'artigianato locale e da una mostra artistico-artigianale nell'antico frantoio ipogeo di notevole valore storico, situato all'interno del percorso.
Le melodie e i suoni popolari che scandivano e accompagnavano il lavoro nei campi, rivivranno nella voce di Alessia Tondo (voce della notte della Taranta) e nell'atmosfera balcanica della tromba di Cesare Dell'Anna e degli Opa Cupa.
La Macaria è, e sarà sempre, una festa della riscoperta delle nostre origini fatte di lavoro, lacrime e sudore ma anche di accoglienza e amore per la propria terra.

Buona Macaria a tutti.